L'umanità intera ha la consapevolezza che tutti lottiamo contro le pressioni della tentazione. Nella Bibbia la tentazione non è tanto un “inganno” quanto il mettere alla prova le nostre vere convinzioni. Alcuni potrebbero non essere d'accordo, ma normalmente tendiamo ad agire in base ai nostri valori più profondi. Se cedi alla tentazione di dire bugie, è probabile che ritieni che i vantaggi a breve termine, evitando di prenderti le tue responsabilità, superino i vantaggi a lungo termine dell'essere una persona onesta.
Gesù è stato tentato di usare il suo potere divino per trasformare le pietre in pane. Ti ricordi di essere mai stato tentato di uscire, una domenica mattina, per trasformare dei sassi in ciambelle? Se avessimo questa capacità, saremmo senza dubbio tentati di farne uso.
La tentazione è di natura egoistica: “Usare la propria potenza per un pezzo di pane” avrebbe soddisfatto soltanto un bisogno immediato di Gesù. Invece decide indicarci il percorso adeguato a contrastare gli inganni di Satana. È saldamente ancorato alle parole del Padre, cioè alle Scritture. Si rende conto chi è suo Padre e chi è rispetto a lui. Sceglie la via migliore, cioè la volontà del Padre invece della sua. Risultato finale: la redenzione dell'umanità.
Questa promessa rivolta a noi è ancora valida: “Dunque, chi si sente sicuro, stia attento a non cadere. Tutte le difficoltà che avete dovuto affrontare non sono state superiori alle vostre forze. Perché Dio mantiene le sue promesse e non permetterà che siate tentati al di là delle vostre forze. Nel momento della tentazione Dio vi dà la forza di resistere e di vincere” (1 Corinzi 10.12,13).

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