Osservando il gruppo che costruiva la chiesa di Sarawak, era chiaro che c’era bisogno di tutti per realizzare il progetto. Per esempio, in vista dei lavori della mattina, prima della colazione portarono i sacchi per preparare il cemento. Man mano che arrivavano nuove persone per collaborare, i lavori procedevano sempre meglio: gli infissi furono posizionati, il legno da costruzione venne tagliato e l'acqua fu distribuita agli operai assetati. Alcuni erano lì per incoraggiare, altri per insegnare, altri stavano chiacchierando su quale fosse la fase successiva del lavoro. I giovani ascoltavano le persone più anziane per imparare dalla loro saggezza. Quelli che erano giovani nel cuore si dedicavano ai più piccoli.
Dal momento che tutti erano all'opera prevaleva lo scopo della loro missione. Nessuno poteva attribuirsi dei meriti e nessuno pensava che avrebbe potuto fare tutto da solo. E così è con la chiesa, la tua chiesa.
Non c'è da stupirsi che Gesù abbia detto "Voi siete il sale della terra" e "Voi siete la luce del mondo". Ha usato la seconda persona plurale "voi". In altre parole, "quando vi ritrovate tutti insieme con le vostre imperfezioni, la vostra forza è maggiore di quella di una singola persona, per quanto forte possa sembrare".
Considera i versetti citati nel percorso di questa settimana e vedrai che siamo stati progettati per aver bisogno l'uno dell'altro, nello stesso modo in cui il corpo ha bisogno di una mano, di un piede o degli occhi. Questo può essere uno degli ostacoli più difficili da superare, ma la cosa migliore che una chiesa possa fare è realizzare insieme la sua missione. Non è una cosa facile, ma ne vale la pena. Quando la chiesa accetterà questa verità, avrà successo come mai prima, perché le possibilità diventeranno illimitate.
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