05 febbraio, 2022

6. GLI ULTIMI TEMPI: LA DELUSIONE

 DOVE SEI SIGNORE?

Ellen era convinta che Dio non l'avrebbe abbandonata nei suoi momenti di angoscia.

Infatti, glielo aveva dimostrato per 16 anni. Non poteva abbandonarla ora che stava affrontando la più grande delusione della sua vita.

Con le lacrime agli occhi, ricordò il primo momento difficile della sua vita. Aveva 9 anni e quel giorno, stava correndo a casa dopo la scuola, accompagnata dalla sorella gemella, Elisabetta.

"Fermati, cocca del maestro!" ordinò con rabbia una compagna di scuola. " Pensi di essere migliore di tutti noi?".

Le gemelle ignorarono la ragazza e accelerarono il passo. Potevano immaginare la voce della madre che diceva: “Non litigate mai con nessuno. Se un compagno vi minaccia, tornate subito a casa!".

"Pulcino bagnato!" la schernì l'altra ragazza, chinandosi per raccogliere un sasso.

Ellen si voltò per vedere quanto fosse lontana. E proprio in quel momento l’altra ragazza lanciò la pietra, con tutte le sue forze, in faccia a Ellen, rompendole il naso e gettandola a terra in una pozza di sangue.

Finalmente a casa, dopo essere svenuta diverse volte, Ellen restò in coma per diverse settimane. Al suo risveglio si rese conto che il suo universo era cambiato per sempre.

Il suo bel viso era ormai sfigurato, al punto che nemmeno la sua famiglia riusciva a riconoscerlo. I suoi amici la respinsero e l'isolamento ne fu la conseguenza.

La timidezza e la scarsa autostima sostituirono la sua indole allegra.

"Ma Dio mi ha sostenuto" disse "Senza quell'incidente, non avrei mai accettato Gesù".

Ma questo era successo molto tempo prima. E ora? Era il 23 ottobre, il giorno dopo a quello in cui Gesù sarebbe dovuto tornare sulla terra e portarla a "casa". Ma Gesù non era tornato! Era stata ingannata? Dio l’aveva abbandonata?

Sorridendo al pensiero dei ricordi si disse: "Abbiamo tutti fatto il nostro dovere e vissuto secondo la Parola di Dio. Egli ci accompagnerà attraverso questa delusione, nello stesso modo in cui mi ha aiutato a superare le angosce della mia infanzia!”.


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