DAI CAMPI DI MAIS AL PULPITO
“Cosa dovrei fare?” si chiedeva perplesso il contadino di Low Hampton, nello stato di New York.
Da un po' di tempo, non si sentiva in pace qualunque cosa facesse. Non riusciva più a trovare il riposo la notte e il suo lavoro non aveva più senso. Ovunque andasse, una voce decisa ma dolce sembrava dirgli: "Devi avvertire il mondo del pericolo che stanno correndo!".
"Non sono un predicatore", si diceva mentre slegava i cavalli dall’aratro, in quella giornata di sole dell'agosto 1831. "Parlo lentamente e non ho una gran cultura" ribatteva come se qualcuno fosse accanto a lui. “Non sono fatto per questo lavoro!".
Questo "lavoro" si riferiva allo studio della Bibbia, di cui aveva sempre rifiutato l'ispirazione divina della Bibbia. Riteneva anche che Dio non fosse coinvolto nella vita del mondo e avesse lasciato la terra in balia delle leggi della natura dopo averla creata.
Tutto cambiò dopo la guerra del 1812, quando Miller si chiedeva come lui e i soldati americani fossero riusciti a sconfiggere le forze britanniche ben preparate e tre volte più numerose.
Si rivolse alla Bibbia, per trovare la risposta a questa domanda e a molte altre e si rese conto come questo libro fosse divinamente ispirato e iniziò a frequentare la chiesa battista locale e ne divenne membro. Nella sua lettura della Bibbia fece una scoperta sconvolgente per lui e per tutti coloro a cui si rivolgeva quando in assenza del pastore parlava dal pulpito: Gesù stava per tornare.
William Miller, l'ex contadino, si fece coraggio e iniziò a predicare questo messaggio per preparare migliaia di persone del suo tempo e del nostro, al ritorno di Gesù.
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