Quando sono stato finalmente in grado di piantare i miei alberi da frutto nel mio giardino, ho scelto un mandarino per rivivere il successo dell'infanzia. Mi sono preso cura del terreno, proprio come mi era stato insegnato. Ho coltivato, concimato, protetto e… pregato. Dopo aver piantato l'albero, ho continuato con gli stessi rituali una settimana dopo l’altra, rivolgendomi a lui con tenerezza e dolcezza. Ho perfino cantato per lui una volta. Ma l'albero non cresceva.
Alla fine, ho perso la pazienza e ho iniziato a trattarlo con disprezzo, l'ho rimproverato, dicendo: "Ridicola erbaccia! Qual è il tuo problema? Tutti gli altri alberi nel cortile stanno andando molto bene. Tu sei davvero deludente!”. Rastrellando qualche foglia nel cortile, ai piedi del fragile albero di mandarino, il rastrello rimase impigliato in una targhetta attaccata all'albero e scoprii che era il cartellino di vendita del mandarino. Diedi una rapida occhiata e, inorridito, lessi: "Mandarino nano". Mi vergognavo così tanto di tutte le sciocchezze che avevo detto. Osservai l'alberello e chiesi perdono dicendo: "Mi dispiace tanto! Non avevo capito che non potevi crescere."
Gli alberi nani non sono destinati a una notevole crescita, ma non è lo stesso per te e per me. Secondo Cristo, siamo destinati a sviluppare in modo incredibile. Non ci resta che dare alla nostra crescita spirituale la stessa attenzione che io avevo dato al piccolo albero. Abbiamo bisogno di cure ed esercizio fisico e spirituale. Un allenamento completo.
Pastore Troy

Nessun commento:
Posta un commento