ASCOLTARE L’ALLENATORE
Hornung in seguito divenne la star dei verdi Bay Packers come mediano, leader della National Football League Americana e assicurando la vittoria per tre anni consecutivi.
Nel 1960 e nel 1961 fu nominato giocatore più importante (MVP) del campionato. Vince Lombardi, il suo allenatore, lo chiamava "il calciatore più versatile di sempre".
Non c'è dubbio che Paul sia stato un elemento importante, che ha portato i Packers a vincere cinque titoli mondiali negli anni Sessanta. Era "il ragazzo d'oro", la star, la celebrità nazionale e il preferito di Lombardi. Siccome Hornung sopportava facilmente la pressione, l’allenatore gli fece affrontare sfide estreme ogni volta che voleva dare una lezione alla sua squadra. Infatti sosteneva: "Anche i migliori giocatori non sono esenti da rimproveri”. E i giocatori capivano che nonostante Lombardi li allenasse con il pugno di ferro, era dalla loro parte. Voleva che avessero successo a tutti i costi.
Giocando nella squadra dei Green Bay, Paul Hornung aveva capito quello che pretendeva il suo allenatore: disciplina, etica del lavoro e impegno. Aveva così tanta fiducia in lui che avrebbe fatto qualsiasi cosa gli avesse chiesto, perché sapeva che era la migliore decisione che si potesse prendere. Un giorno disse: "Se Lombardi mi chiedesse di attraversare di corsa il campo e salire le gradinate per comprare una scatola di popcorn, lo farei, sapendo che potrebbe contribuire alla vittoria”.
Fin da giovani, veniamo addestrati a correre dietro a quello che il mondo chiama successo. Siamo motivati da obiettivi, trofei, medaglie e riconoscimenti dei nostri successi.
Con il passare degli anni siamo quasi costretti a competere per accumulare conoscenze e dimostrare di avere successo.
Nella nostra relazione con Gesù egli ci offre una nuova definizione di successo che non si basa su ciò che realizziamo, ma piuttosto sulla nostra ubbidienza e fiducia in lui.

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