All'età di 19 anni, Bruce Olson sapeva esattamente cosa avrebbe dovuto fare. Dio lo aveva chiamato a diventare un missionario in Colombia. Anche se conosceva pochissimo questo paese, Bruce aveva coraggiosamente lasciato la sua casa, motivato dalla fiducia nei piani che Dio aveva per lui.
Iniziò la sua permanenza in Colombia nella tribù dei Motilone. E lavorò con loro per 28 anni, sperimentando difficili lotte e immense gioie, ma Dio era al suo fianco.
All'età di 47 anni, fu catturato da un gruppo di ribelli della guerriglia comunista. Lo accusarono di essere un agente della CIA per gli Stati Uniti e di aver ucciso migliaia di persone come pilota di elicottero. Venne portato in un campo di prigionia nel cuore della giungla dove fu torturato e picchiato.
Nonostante queste dure prove, la fede di Bruce rimase salda. Conquistò la fiducia dei suoi rapitori e insegnò loro a leggere e studiare la Bibbia. Ogni volta che veniva sorpreso a evangelizzare, veniva mandato in un altro campo. Fu trasferito per dodici volte, ma durante quel periodo ebbe la possibilità di testimoniare della sua fede a circa 200 dei suoi rapitori.
Dopo otto mesi di prigionia, venne condannato a morte. Legato a un albero, si trovò davanti a 18 guerriglieri. Tra loro c'erano alcuni che avevano conosciuto il messaggio del Vangelo, ma sapeva che se non avessero ubbidito agli ordini sarebbero stati messi a morte. Nonostante il dolore che provavano per la sorte del loro amico imbracciarono i fucili e spararono.
Come pensi che finisca la storia? Ci sarà una seconda puntata…

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