09 gennaio, 2021

3. UN GRANDE CONFLITTO

I CIECHI E L’ELEFANTE

Sei uomini dell'Indostan, desiderosi di arricchire le loro conoscenze, andarono a vedere un elefante (sebbene tutti fossero ciechi) in modo che ognuno, osservandolo, potesse soddisfare le sue curiosità. 
Il primo si avvicinò all'elefante e, perdendo l'equilibrio, andò a sbattere contro il suo fianco ampio e possente. Subito esclamò: "Ohhh, ma l'elefante assomiglia molto a un muro!".
Il secondo, toccando una zanna, disse: "Oh! Che cos'è questo oggetto così rotondo, liscio e tagliente? Non c'è dubbio, questo animale straordinario assomiglia molto a una lancia!". 
Il terzo si avvicinò all'elefante e, afferrando inavvertitamente la proboscide che si stava attorcigliando, gridò senza la minima esitazione: "L'elefante assomiglia molto a un serpente!". 
Il quarto, passò ripetutamente la mano sul ginocchio dell’animale. "Sicuramente questo elefante favoloso assomiglia a un albero!". 
Il quinto toccando per caso un orecchio disse: "Anche il più cieco degli uomini può dire a cosa assomigli di più l'elefante. Nessuno può negare che questo magnifico animale sembri un ventaglio!". 
Il sesto stava appena iniziando a toccare l'animale quando la coda, che ondeggiava, gli cadde sulla mano. "Penso che l'elefante assomigli molto a una corda!". 
Poi questi uomini dell’Indostan discussero a lungo, cercando di far valere la propria opinione con forza e fermezza. Anche se ognuno aveva ragione in parte, tutti stavano sbagliando. Credo che troppo spesso nelle dispute di carattere religioso, gli avversari si critichino reciprocamente, ignorando completamente quello che ognuno vuole dire, come se discutessero di un elefante che nessuno di loro ha mai visto.




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